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Il presente Piano parte dalle risultanze dell’autovalutazione d’istituto, così come contenuta nel Rapporto di Autovalutazione (RAV), pubblicato all’Albo elettronico della scuola e presente sul portale “Scuola in Chiaro” del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, dove è reperibile all’indirizzo: www.istruzione.it

In particolare, si rimanda al RAV per quanto riguarda l’analisi del contesto in cui opera l’istituto, l’inventario delle risorse materiali, finanziarie, strumentali ed umane di cui si avvale, gli esiti documentati degli apprendimenti degli studenti, la descrizione dei processi organizzativi e didattici messi in atto.

Si riprendono qui in forma esplicita, come punto di partenza per la redazione del Piano, gli elementi conclusivi del RAV e cioè: Priorità, Traguardi di lungo periodo, Obiettivi di breve periodo.

Le priorità relative agli esiti degli studenti, che l’Istituto si è assegnato per il prossimo triennio sono:

1)     La riduzione della variabilità tra le classi nelle prove standardizzate nazionali di Italiano e Matematica nella scuola primaria;

2)     Il miglioramento degli esiti ottenuti nelle prove standardizzate di Italiano e Matematica nelle classi quinte;

3)     Il miglioramento degli esiti di apprendimento conseguiti nella prova standardizzata nazionale di Matematica all’Esame di Stato;

I traguardi che l’Istituto si è assegnato in relazione alle priorità sono:

1)     Ridurre la varianza tra le classi, diminuendo la discrepanza dei punteggi ottenuti tra le classi “forti” e le classi “deboli” nell’ Istituto;

2)     Incrementare i risultati medi nelle prove standardizzate, con un innalzamento di 6 % rispetto alle scuole con lo stesso background familiare e contesto scolastico;

3)     Incrementare i risultati medi nella prova standardizzata di Matematica all’Esame di Stato.

Le motivazioni della scelta effettuata sono le seguenti:

Dall’analisi dei risultati delle prove INVALSI emergono alcune criticità rispetto ai punteggi conseguiti dalle classi, poiché nonostante i risultati siano in linea con quelli di scuole con background socio-economico e culturale simile, ci sono casi di singole classi che denotano disomogeneità negli esiti di apprendimento. 

Risulta fondamentale riuscire ad ottenere risultati più uniformi tra le classi, al fine di assicurare a tutti gli studenti l’acquisizione di livelli essenziali di competenze.

È opportuno rilevare che, però, non esiste un nesso diretto tra le azioni organizzative, didattiche poste in atto e gli esiti in termini educativi e di misurazione degli apprendimenti.

Il tentativo sarà quello di monitorare e raccordare le azioni e le risultanze anche numeriche, consapevoli che si tratta di esiti indiretti e che la valutazione finale deve tener necessariamente conto di aspetti qualitativi del percorso di apprendimento/insegnamento di ciascuno studente e che la stessa assume una preminente funzione formativa, accompagnando il processi di apprendimento, nell’ottica di un miglioramento continuo e globale.

 

 

Gli obiettivi di processo che l’Istituto ha scelto di adottare in vista del raggiungimento dei traguardi sono:

1)     Elaborare un curricolo verticale d’Istituto, articolato per competenze.

2)     Costituire una commissione di lavoro “Continuità” con docenti dei tre ordini di scuola, per facilitare il raccordo didattico e metodologico tra le tipologie di scuola.

Le motivazioni della scelta effettuata sono le seguenti:

L’elaborazione di un curricolo verticale per competenze costituisce il cardine attraverso il quale i docenti, sulla base delle caratteristiche degli studenti, dei traguardi di competenza che gli studenti debbono raggiungere nelle diverse discipline e anni di corso, possono programmare le proprie attività didattiche e definire le scelte metodologiche in modo più funzionale. 

Si tratta di individuare linee culturali comuni tra l’oggetto delle attività delle diverse scuole per giungere alla definizione di obiettivi comuni su cui lavorare in modo coordinato, rispettando, tuttavia, le differenziazioni proprie di ciascun ordine di scuola.

Il modello di possibile traduzione operativa parte dall’individuazione preventiva di nodi concettuali propri delle competenze chiave di cittadinanza, per procedere alla descrizione di obiettivi e abilità, che appartengono al curricolo dei tre ordini e definiti nelle Indicazioni Nazionali, che siano misurabili, osservabili, trasferibili e che garantiscano la continuità e l’organicità del percorso formativo. 


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